Abuso di posizione dominante: delineazione dei suoi limiti.

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L’abuso di posizione dominante è una fattispecie della concorrenza sleale, ideata per contrastare quei comportamenti volti ad abusare di una posizione dominante all’interno del mercato nazionale.

I casi di abuso di posizione dominante.

I comportamenti vietati sono individuati dall’art. 4 della legge 287/1990 e raggruppati in un elenco non tassativo che comprende:

  1. imporre direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose
  2. impedire o limitare la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei consumatori;
  3. applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti; 
  4. subordinare la conclusione dei contratti all’accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto dei contratti stessi.

La non tassatività dell’elenco dà la possibilità di sottoporre al divieto tutte le azioni affini.

Abuso” di posizione dominante, non “assunzione”.

È bene chiarire che l’ordinamento non impone l’assunzione di una posizione dominante, bensì il suo abuso. Questo avviene quando, una volta acquisite quote elevate in un determinato mercato, un’impresa sfrutta i propri poteri a danno dei consumatori e delle imprese concorrenti. Ciò che si vuole evitare è che dallo sfruttamento dei poteri negoziali possa nascere un abuso di dipendenza economica, vedendo lesa la libertà di concorrenza. 

La dipendenza economica si concretizza quando risaltano due condizioni:

  • un’impresa è capace di determinare gravi squilibri di diritti e obblighi nei rapporti commerciali con un’altra impresa.;
  • L’impresa che ha subito l’abuso, non aveva alcuna possibilità di reperire nel mercato un’alternativa più soddisfacente.

La tutela contro queste azioni è data dall’intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Questa interviene in ogni caso in cui ravvisi un abuso di dipendenza economica che abbia rilevanza per la tutela della concorrenza e del mercato.

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