Colpa medica e oneri probatori.

Può capitare che il medico commetta qualche errore nel corso di un intervento. Errore che può causare lesioni di varie entità, nell’immediato o in futuro. Erroneamente si crede che la sua semplice esistenza basti per fondare la responsabilità medica. È corretto dire che, se l’errore non era prevedibile la colpa medica non sussiste. A completare il quadro ci pensa la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 29853/18, ribadisce quelli che sono gli oneri di prova  delle parti. Per onere si intende una situazione giuridica in cui un soggetto è tenuto ad un determinato comportamento affinché si producano effetti giuridici a lui favorevoli.

Onere probatorio del danneggiato: il nesso di causalità.

La parte danneggiata ha l’importante compito di provare l’esistenza del nesso di causalità tra la condotta colposa del medico e l’evento dannoso. Per nesso di causalità ( detto anche nesso causale ) si intende quell’elemento che lega l’evento alla condotta, cioè permette di stabilire se il primo sia o meno conseguenza della seconda. Non finisce qua: l’esistenza del nesso non permette di giudicare automaticamente “colposa” la condotta. I due sono oggetto di due accertamenti diversi. In virtù di quanto appena detto e nel rispetto del diritto di difesa ( garantito a qualunque soggetto dall’art. 24 Cost. ), la controparte deve aver modo di raccogliere e proporre materiale in sua difesa.

 

 

Onere probatorio della struttura sanitaria: la condotta colposa.

Assolto con esito positivo l’onere probatorio del danneggiato, sorge in automatico quello della struttura sanitaria. Quest’ultima deve dimostrare che la condotta tenuta dal medico non è colposa.  Per condotta colposa si intende: una comportamento che, per imprudenza o perché in contrasto con la legge, ha causato un evento dannoso che l’agente non aveva intenzione di produrre. Nell’ordinanza in questione, la Corte dichiara che è «a carico della struttura la prova che la prestazione professionale sia stata eseguita in modo diligente e che l’esito negativo sia stato determinato da un evento imprevisto e imprevedibile». È infatti regola generale quella secondo la quale: se l’evento dannoso non era prevedibile, nemmeno rispettando le linee-guida sanitarie e utilizzando tutte le conoscenze del professionista medio, non sussiste responsabilità in capo al medico.

Per rimanere informato su altre novità segui la nostra pagina Facebook.

Se necessiti di assistenza legale non esitare a contattarci al +39 02.82.95.18.61 o visita direttamente il nostro sito Web!