Disturbo borderline della personalità: vizio di mente?

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Il vizio di mente è preso in considerazione con un preciso scopo di tutela. Innanzitutto, il vizio di mente ( o infermità mentale ) è propria di soggetti che vivono disagi interiori che potrebbero intaccare la capacità di intendere e di volere. Questo, generalmente, porta molti soggetti a raggirare queste persone facendo leva su queste “debolezze”. Per questo motivo, di fronte a vizi del genere, l’ordinamento detta una disciplina a favore dell’infermo. Vediamo un esempio che può presentarsi nella vita di ogni giorno.

Per un caso realmente accaduto leggi: Infermità mentale e pericolosità sociale: un caso concreto.

Disturbo borderline della personalità.

Tale disturbo della personalità, oltre a provocare una instabilità dei comportamenti e delle relazioni, causa una difficoltà nell’organizzazione dei pensieri. Ipotizzando un ordinamento che ignori l’infermità mentale, un soggetto X potrebbe tranquillamente convincere un soggetto Y ( affetto da disturbo borderline ) a stipulare un contratto contorto e decisamente sfavorevole. Il soggetto X potrebbe così appropriarsi lecitamente anche della metà del patrimonio di Y e passarla liscia. Conscio di questa eventualità, il nostro ordinamento tutela questi soggetti, riconoscendo loro l’incapacità di intendere e di volere. Ciò non significa che tali soggetti siano meno intelligenti, più semplicemente viene riconosciuta loro una tutela maggiore contro eventuali raggiri. Nell’esempio fatto, il contratto è annullabile perché stipulato con un individuo con evidenti difficoltà. Vanno comunque chiariti due punti:

  • Il soggetto Y può stipulare contratti ma non in prima persona. Ciò è possibile con l’assistenza di una persona di fiducia o di un professionista.
  • Il vizio di mente va certificato, non essendo valida una diagnosi fondata, ad es., sulle ricerche di Google. Per fare ciò è necessario rivolgersi ad un professionista.

La portata del vizio di mente.

A seguito di un’accurata diagnosi, il vizio di mente rilevato può essere totale o parziale.

Nei casi di totalità la regola è semplice e generale: ogni contratto stipulato da Y è annullabile.

Nei casi di infermità parziale la questione è più complessa perché bisogna tener conto degli intervalli di lucidità. Ciò implica una valutazione, caso per caso, della capacità di intendere e di volere del soggetto al momento del fatto. Questo implica un complesso lavoro di cooperazione tra il giudice ed il perito. A tal fine possono essere utili i pareri dei familiari e delle persone più vicine, le quali possono offrire scorci di vita quotidiana idonei a formare un quadro della situazione nella mente del giudice.

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